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Auto di interesse storico e auto non catalitiche Stampa E-mail
mercoledì, 09 maggio 2007 16:30


La liberta' di circolazione tra divieti e deroghe

Sintesi della conferenza del 5 Maggio 2007 alla Luzzago

Moderatore: Carlo Carugati Centro Studi A.A.V.S

(Associazione Amatori Veicoli Storici)

L' untore! dàgli! dàgli! dàgli all' untore

(Dai Promessi Sposi di Alessandro Manzoni)

E’giunto il momento di sfatare un luogo comune che addita nelle automobili non catalitiche la responsabilita’ nella attuale stuazione di inquinamento ambientale.

Ma sentiamo un’ altra autorevole dichiarazione:

“Se laghi, fiumi, coste marine sono ridotti a immondezzai e a cloache, se i boschi bruciano,e la natura muore, si accusa l’ automobile.. con la stessa “tecnica” con cui Nerone incolpo’ i cristiani dell’ incendio di Roma e nel 600 si perseguitarono gli untori quali diffusori della peste”

Gianni Mazzocchi direttore Quattroruote Ottobre 1974

Quando Mazzocchi scrisse questo era il 1974 certamente anno e anni in cui le auto non erano catalitiche e lo sviluppo del mercato dell’ auto non aveva ancora intrapresa una strada diversa da quella percorsa fino ad allora.

Cosa e’ successo negli ultimi 40 anni nel mercato dell’ auto ?

Fino al 1971 possiamo dire che il mercato era composto di sole vetture a benzina e che il monopolio del diesel era tenuto da due case Mercedes e Peugeot.

Nel 1972 Opel lancia la ReKord serie D con motori 1.7-1.9 ed un nuovo diesel 2100 di 60 cv . E’ un successo . il 90% delle vendite di Rekord dal 1972 al 1977 fu diesel.

A contribuire all’ interesse per il gasolio la crisi energetica del 1973 e la notevole differenza di costo tra benzina e gasolio (costo inferiore di oltre il 50%)

Nel 1977 per contrastare il mercato crescente del diesel che e’ solo straniero, anche se nel 1976 viene lanciata la Giulia Nuova Super diesel con motore Perkins (6500 unita’ prodotte in 2 anni, un fiasco commerciale) viene creato il superbollo, che viene raddoppiato nel 1982.

Nel 1986 23 costruttori hanno a listino versioni a gasolio .

In pratica il 22,4 % della disponibilita’ di prodotti e’ diesel.

Nel 1987 viene ulteriormente aumentato il superbollo.

A questo punto il mercato del diesel si ferma e scende dal 25% di penetrazione di mercato del 1987 al minimo storico del 6,1 % del 1991.

Nel gennaio 1993 iniziano le immatricolazioni di sole vetture catalitiche.

Parte una prima esenzione del superbollo per prima immatricolazione tra il 1° gennaio 1993 e il 31/12/1994.

Il mercato comincia a risalire tanto che il governo decide di estendere la proroga per il 1995.

Viene infine tolto il superbollo e gia’ a fine 1996 siamo ritornati ad una penetrazione del 16,5 %

Penseranno i monovolume e il nuovo segmento dei S.U.V ad elevare i volumi di vendita dei veicoli a gasolio oltre al nuovo settore degli autocarri di derivazione vettura che nelle statistiche figurano tutti come immatricolazioni di autoveicoli.

Nel marzo 2007 abbiamo un listino complessivo di 3763 modelli contro 124 del 1960 dei quali 1707 diesel contro un solo modello del 1960.

La penetrazione da immatricolazioni e’ del 58% per i diesel.

Facendo una piccola ricerca abbiamo stabilito che vetture diesel con piu’ di 20 anni sono estremamente poche, registrate poi in archivi storici ancora meno.

A questo punto escludendo i diesel con piu’ di 20 anni dalle vetture che possono creare turbative al nostro problema del PM10 , parlando di veicoli automobili dove e’ il problema ?

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L'analisi risolutoria e chiarificatrice

E' contenuta in un documento dell’ Arpa presentato in un convegno sullo sviluppo sostenibile.

Nella relazione c’ e’ una tabella che mette a confronto le emissioni dei motori dal 1973 a oggi.

Il paradosso salta all’ occhio immediatamente:

un motore diesel di ultima generazione (Euro 4 anno 2006) privo di filtro antiparticolato emette 30 microgrammi di PM10 per ogni chilometro percorso (dato che sale a 48 per i diesel Euro 3, anni 2001-2005) e arriva a 66 per i diesel Euro 2 ed Euro 1.

Il confronto : un’ auto a benzina non catalitica emette 23 microgrammi al chilometro.

Per completare il quadro bisogna dire che nelle auto a benzina catalitiche l’ emissione si ferma a 0,8 microgrami di Pm10 per chilometro percorso.

Conclusione: tra le auto oggi sul mercato, il diesel inquina 30 volte di piu’ del motore a benzina cat

E comunque un’ auto non catalitica benzina inquina il 30% in meno di una Euro 4 diesel del 2006 priva di filtro antiparticolato..

A complicare le cose si aggiunge una stima dell’ ACI di Milano sull’ evoluzione del mercato dell’ auto.

La previsione mette in allarme gli amministratori:

se l’anno scorso i milanesi hanno acquistato 82.000 auto diesel, quella cifra arrivera’ a 208.000 nel 2007, per impennarsi a 332.000 nel 2008.

Gli effetti gia’ si vedono, e sono poco rassicuranti.

I risultati dell’ Agenda 21, ultimo rapporto del Comune di Milano sulla qualita’ dell’ aria, dicono che nel 2006 la concentrazione media anuale di biossido di azoto e’ stata di 66 microgrami per metro cubo, contro i 60 del 2005.

Si tratta della prima inversione di tendenza dopo 10 anni di calo costante.

“Le principali sospettate dell’ aumento- spiega l’ assessore all’ ambiente di Palazzo Marino , Edoardo Croci- sono le auto diesel, le cui vendite non a caso sono quadruplicate negli ultimi anni.

Bisogna disincentivare il diesel…. Dice Croci..

Nella realta’ invece abbiamo sostituito auto benzina con diesel piu’ inquinanti producendo l’effetto dalla padella alla brace…

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GLI ASPETTI NORMATIVI

Ha preso quindi la parola l’ Avvocato Riccardo Genti, che ha dichiarato come una informazione non corretta abbia riportato titoli ove si menziona a fantomatici divieti di circolazione o di demolizioni obbligatorie.

Non esiste nulla di tutto cio’.

Si parla solo di limitazione alla circolazione di taluni veicoli, limitazioni, comunque che sono attualmente oggetto di ricorsi al Tar in quanto i provvedimenti di blocco devono:

.essere di dimostrata efficacia

.devono impattare il meno possibile sulla vita dei cittadini

.non devono discriminare per censo

E’ confermata ad esempio la deroga per gli ultrasessantacinquenni e la deroga per le vetture di interesse storico iscritte agli appositi registri.

Ha inoltre informato come in alcuni casi ci si puo’ opporre impugnando certe multe, se ne esistono i presupposti.

Del resto bisogna stabilire con chiarezza fin dove arriva il potere delle istituzioni di fermare l’ utilizzo di un bene privato.

E’ intervenuto il Presidente dell’ Automobil Club Padania Claudio Lipodio che da anni si batte per la tutela degli automobilisti, la liberta’ di circolazione per le auto storiche e la liberalizzazione dai monopoli nel settore dell’ auto d’ epoca.

Ha confermato come la informazione o meglio la disinformazione la faccia da padrona in un contesto di lobby dei produttori che vogliono far cassa vendendo auto nuove e problemi di una associazione che piuttosto di cedere al libero mercato preferirebbe fare come Sansone e morire con tutti i filistei.

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I CAMINI INDUSTRIALI E GLI INCENERITORI

Carugati ha ripreso il tema portando l’attenzione su altri inquinamenti dei quali si parla poco.

Ci sono impianti che inquinano in maniera importante e dei quali se ne parla poco perché gli interessi economici che vi stanno dietro sono importanti.

E’ il caso degli impianti industriali e gli inceneritori.

Tutti abbiamo sentito alla radio ed alla televisione dei problemi che vi sono in Campania , la cosiddetta emergenza rifiuti.

Ebbene a Brescia citta’ progredita sotto questo profilo vi e’ uno dei piu’ importanti inceneritori, premiato anche all’ estero.

Pero’ leggiamo su Bresciaoggi di mercoledi’ 18 aprile nelle pagine della cronaca :

“Il rapporto Apat 2006 mette Brescia tra le citta’ a piu’ alta concentrazione di PM10”

“Subito ho pensato ad un’altra stoccata contro le auto non catalitiche”, dice Carugati ed invece:

“Inquinamento dai camini”

“Gli ambientalisti contro gli impianti industriali e l’ inceneritore”

“I Camini industriali di Brescia sono responsabili del 60% delle Pm10 dell’ aria bresciana, e l’ Arpa non muove un dito”

“Come a dire, prosegue il giornalista, che per pulire l’ aria di Brescia e’ inutile accanirsi contro le auto prive di marmitta catalitica,”basterebbe mettere il catalizzatore alle tre linee dell’ inceneritore, che equivalgono a decine di migliaia di auto.”

“Qui’, Carugati dice, ci vorrebbe un applauso !!!

Per la prima volta non e’ colpa delle auto non catalitiche … E’ una grande conquista !”

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INTERVENTO DI PIERO GOBBATI PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE TECNICA NAZIONALE DEL REGISTRO FIAT

Quando si parla di Fiat si pensa al costruttore che ha interesse ha vendere solo auto nuove.

Invece Fiat da quando e’ entrata a far parte del Registro sta dimostrando lungimiranza pensando alla salvaguardia dei patrimonio storico delle sue vetture che in fin dei conti accomunano anche dei suoi clienti.

A tal fine e’ stata creata una lista chiusa di veicoli con almeno 10 anni di età che possono gia’ essere iscritte al Registro.

E’ il caso delle Fiat Coupe’, Barchetta e di tutte le versioni dotate di cambio automatico.

Inoltre Gobbati ha confermato come il Registro Fiat sia interessato a conservare tutti i modelli purche’ siano qualitativamente in buono stato di conservazione e indirizzati ad un uso amatoriale da appassionati.

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GAETANO CESARANO DIRETTORE DELLA RIVISTA GRANTURISMO

Cesarano ha sviluppato il tema di cosa restera’ nel futuro dell’ auto storica.

Certo le vetture storiche di oggi ci saranno ancora, ma quali saranno le storiche di domani ?

Cesarano e’ ottimista. Come ci si era posti tanti problemi per la scomparsa della Super ed oggi è un problema che con le nuove verdi addittivate non esiste piu’, cosi’, dice, le nuove generazioni creeranno una selezione naturale.

La nostra responsabilita’ di oggi come appassionati e’ quella di far sì che anche i nostri figli possano domani continuare ad usare le vetture che noi abbiamo salvato ed aggiungano ciò che riterranno degno di essere salvato.

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Carugati quindi conclude

I blocchi alla circolazione si sono rivelati inefficaci se non inutili , 1% di riduzione delle emissioni da PM10.

Possiamo discutere su collaudi piu severi, su bollini blu, ma non si possono accusare le auto non catalitiche di un problema causato da scelte quali investire sui motori a gasolio senza valutare gli eventuali impatti negativi, investendo poco e non proponendo quindi, se non negli ultimi anni veicoli prodotti gia’ di serie con doppie alimentazioni : Benzina /Metano Benzina/GPL, lasciando invecchiare il parco mezzi dei veicoli da trasporto e i mezzi pubblici, e il monitoraggio attento degli scarichi dei camini industriali.

Se si vuole affrontare il problema esso va affrontato non con provvedimenti demagogici che vanno a colpire le fasce piu’ deboli o gli appassionati che fanno dell’ automobile “cultura “ allo stesso modo di chi colleziona quadri o opere d’arte.

Bisogna affrontare il problema delle emissioni dei mezzi a gasolio, non solo delle vetture, ma anche ed in particolar modo dei veicoli commerciali e industriali.

Come scrisse un anonimo del ‘500 :

“Vivete il presente …… Sognate per l’ Avvenire …. Ma imparate dal passato “

 

Carlo Carugati                                      www.aavs.it

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